100 anni di impegno nel fare del bene al mondo

Rotary foundation

Quando Arch Klumph, Presidente del Rotary, propose nel 1917 che il
Rotary creasse un fondo di dotazione con lo scopo di “fare del bene nel
mondo”, è probabile che siano stati in pochi, fra i presenti in quella sala
congressi di Atlanta, a ricordarsi di queste parole. Come si usava a quei
tempi, Arch parlò per circa 40 minuti, dedicandosi soprattutto alla
guerra che allora infuriava in Europa.
Fortunatamente, però, la sua idea colpì l’attenzione del Rotary Club
di Kansas City, Missouri, USA, che donò 26,50 dollari “da depositarsi
nel Fondo di dotazione proposto dal Presidente Klumph”. Quel piccolo
contributo – circa 536 dollari di oggi – non stimolò l’arrivo di altre
donazioni, ma servì per istituire un fondo di dotazione. E costituì per
Arch Klumph una missione che lo avrebbe impegnato per tutta la vita:
costruire una potente forza per fare del bene – quella che nel 1928
diventò ufficialmente la Fondazione Rotary.
Durante la Grande depressione e la Seconda guerra mondiale, i
Rotariani furono impegnati a tenere a galla le proprie attività e
contribuire allo sforzo bellico. Eppure, quando morì Paul Harris,
il fondatore del Rotary, nel 1947, alla Fondazione Rotary arrivarono
contributi in suo onore per 1,3 milioni di dollari. Finalmente erano
disponibili le risorse per calare la visione di Arch Klumph nella realtà;
e partì la prima classe di Rotary Scholar, per studiare all’estero ed
essere testimoni di buona volontà per i propri paesi.

Nei 70 anni trascorsi da allora, la Fondazione Rotary è cresciuta di
gran lunga sia per risorse che nei programmi. Si è estesa a raggiungere
tutte le parti del mondo e ha allargato la sua portata a includere
progetti grandi e piccoli indirizzati ai problemi più pressanti – il tutto
reso possibile dalla crescente generosità dei Rotariani. L’aumento
delle risorse finanziarie ha consentito alla nostra Fondazione di
definire progetti più vasti e di maggiore impatto – dai programmi di
alfabetizzazione per interi paesi in via di sviluppo alla preparazione
degli edificatori e negoziatori di pace di domani, fino a contribuire a
portare la polio sull’orlo dell’eradicazione.
Una volta, Arch Klumph ha osservato che “la Fondazione Rotary non
serve a costruire monumenti di mattoni e pietra”. Nella sua visione,
invece, c’era un’entità capace di crescere e di evolversi, alimentata dal
sostegno e dalla partecipazione attiva di tutti i Rotariani. Per tutto il
2016/2017, i Rotariani celebreranno in tutto il mondo la visione di Arch
Klumph e le tante migliaia di Rotariani che l’hanno tradotta in realtà.

Quando i leader del Rotary cominciarono a pensare a come
commemorare il 75° anniversario del Rotary International,
trassero spunto dall’Anno internazionale del bambino
del 1979 per lanciare una campagna contro una malattia
dell’infanzia. Fin dal principio, i leader del Rotary fecero
dell’eradicazione della polio una priorità.
L’idea si inseriva bene nelle tradizioni del Rotary. Già dai
primissimi tempi, i Rotariani si erano prodigati in aiuto ai
bambini disabili. La prima sovvenzione della Fondazione
Rotary fu per la Società internazionale per i bambini
disabili, e da sempre in tutto il mondo i club sostengono
un’ampia gamma di progetti di riabilitazione.
La vaccinazione antipolio era interessante anche per ragioni
pratiche. Due vaccini, sicuri ed efficaci, avevano già ridotto
l’incidenza della malattia in gran parte del mondo. Il costo
dei vaccini era abbordabile ed esistevano i metodi per la
somministrazione. I dirigenti del Rotary si entusiasmarono
all’idea di combattere la malattia.
Molti dei soci, però, non condivisero subito l’entusiasmo dei
leader. Temevano che un simile sforzo avrebbe indebolito
l’autonomia dei club e tolto qualcosa agli altri progetti.
Scettica era anche la comunità internazionale degli
operatori di pubblica sanità. L’Organizzazione Mondiale
della Sanità respinse, inizialmente, gli approcci del Rotary,
ricordando le altisonanti promesse non mantenute di tante
altre ben intenzionate organizzazioni.

Ma le obiezioni svanirono quando furono i Rotariani ad accettare la sfida,
raccogliendo 247 milioni di dollari in appena tre anni. E i soci si recarono
in forze nei Paesi polioendemici, contribuendo a promuovere Giornate
d’immunizzazione nazionali (NID) e a portare il prezioso vaccino a milioni
di bambini.
Negli anni, il Rotary e i suoi partner hanno trovato molti ostacoli; conflitti
armati, resistenze politiche e preoccupazioni hanno rallentato i progressi.
Ma i Rotariani non si sono arresi e hanno fatto leva sui loro rapporti con i
leader politici e religiosi per far proseguire le campagne di immunizzazione.
I partner del Rotary nell’Iniziativa Globale per l’Eradicazione della Polio
(GPEI) hanno imparato a rispettare e apprezzare la determinazione e la
leadership del Rotary. Una a una, nazioni e poi intere regioni geografiche sono
state certificate come libere dalla polio. Il Rotary ha preso il suo posto sulla scena
mondiale, non più visto come una serie di piccoli club di servizio locale ma come
un’organizzazione dinamica, ferma e determinata a realizzare la promessa di un
mondo libero dalla polio.

CRONOLOGIA DELL’ERADICAZIONE DELLA POLIO
1979 Il Rotary lancia un progetto per vaccinare contro la polio oltre sei milioni di bambini nelle Filippine.
1985 Il Rotary International lancia PolioPlus, impegnandosi a raccogliere 120 milioni di dollari.
1988 I soci del Rotary raccolgono oltre 247 milioni di dollari per PolioPlus, più del doppio dell’obiettivo iniziale.
L’Assemblea Mondiale della Sanità approva una risoluzione per l’eradicazione della polio, che era endemica in 125 Paesi e colpiva
350.000 bambini ogni anno.
Lancio dell’Iniziativa globale per l’eradicazione della polio (GPEI), con in testa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’UNICEF,
i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle malattie degli Stati Uniti e il Rotary International.
1994 L’emisfero occidentale viene dichiarato libero dalla polio.
1996 L’incidenza dei casi segnalati di polio è scesa dell’85 per cento rispetto al 1988.
2000 La regione pacifica occidentale, dall’Australia alla Cina, viene dichiarata libera dalla polio.
2003 La Fondazione Rotary raccoglie 119 milioni fra i Rotariani in una campagna di 12 mesi.
2006 Il numero di Paesi in cui la polio è endemica si riduce a quattro (Afghanistan, India, Nigeria, Pakistan); è il più basso di tutta
la storia.
2009 La Fondazione Bill & Melinda Gates si impegna per 355 milioni di
dollari, lanciando al Rotary la Sfida da 200 milioni di dollari.
2014 La regione dell’Asia sudorientale, che comprende l’India e ospita un
quarto della popolazione del mondo, è certificata come esente dalla
polio, dopo tre anni interi senza nuovi casi da poliovirus selvatico.
2015 La Nigeria viene rimossa dalla lista dei Paesi in cui la polio è
endemica, ove restano solo Afghanistan e Pakistan.
Solo 74 nuovi casi di polio dovuti al poliovirus selvatico sono
segnalati nel corso dell’anno.
2016 Nei precedenti 30 anni, il Rotary aveva contribuito oltre 1,5 miliardi
di dollari per la vaccinazione di più di 2,5 miliardi di bambini contro
la polio, e aveva collaborato all’appello per ottenere contributi per
7,2 miliardi dagli Stati donatori.

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